Le microplastiche sono particelle di plastica di dimensioni inferiori a 5 mm. Si distinguono le microplastiche primarie, prodotte intenzionalmente per essere aggiunte a determinati prodotti (utilizzate, ad esempio, nella fabbricazione di cosmetici, fertilizzanti o detergenti), e le microplastiche secondarie, che si formano in seguito alla degradazione dei prodotti in plastica durante il loro utilizzo e smaltimento (ad esempio l’abrasione degli pneumatici o l’usura degli indumenti durante il lavaggio) (UFAM, 2025a).
In Svizzera, l’usura degli pneumatici rappresenta la principale fonte di microplastiche, con oltre 10’000 tonnellate di microplastiche generate ogni anno. A livello domestico, la maggior parte delle microplastiche è dovuta al lavaggio dei capi in tessuto sintetico (circa 650 tonnellate all’anno). Le microplastiche vengono rilasciate ogni giorno intorno a noi in ambiti molto diversi, dall’edilizia all’agricoltura o ancora come additivi nei medicamenti (UFAM 2020).
Pertanto, le microplastiche si ritrovano ovunque: nell’aria, nei laghi, nei fiumi e nel suolo, ma anche negli alimenti e nell’acqua potabile (UFAM 2020).
Importanti fonti di contaminazione nella vita quotidiana
- I tessuti sintetici (poliestere, poliammide, elastan…): durante il lavaggio in lavatrice, questi capi rilasciano microfibre di plastica.
- L’acqua in bottiglia: uno studio del 2024 (Qian et al.) ha rivelato che ogni litro di acqua in bottiglia contiene circa 240.000 particelle di plastica, di cui il 90% sono nanoplastiche (particelle di dimensioni inferiori a 0,001 mm).
- Le bustine di tè: uno studio del 2024 (Hernandez et al.) ha dimostrato che una singola bustina di tè in plastica rilascia 11,6 miliardi di microplastiche e 3,1 miliardi di nanoplastiche durante l’infusione.
- Gli alimenti confezionati in plastica e gli utensili da cucina in plastica: diversi studi hanno evidenziato la migrazione di particelle di plastica negli alimenti a causa delle temperature elevate o della durata di conservazione.
- L’aria: un nuovo studio rivela livelli molto elevati di microplastiche nell’aria interna. Sono state rilevate concentrazioni molto elevate in abitazioni, uffici e automobili; le particelle provengono da tessuti, mobili e moquette (RTS, 2025).
- Cosmetici e prodotti per l’igiene: alcune microsfere di plastica sono state a lungo utilizzate in prodotti come dentifrici, gel doccia e creme. Il loro impiego in determinate applicazioni è ora progressivamente vietato in Svizzera con la revisione dell’ORRChim, entrata in vigore nel 2026 (vedere più avanti).
La quantità esatta di microplastiche che ingeriamo rimane incerta. Una stima pubblicata nel 2019 dal WWF suggeriva un’ingestione che poteva raggiungere i 5 g alla settimana (l’equivalente del peso di una carta di credito). Tuttavia, studi più recenti hanno messo in discussione tale stima. Un nuovo studio suggerisce che il nostro cervello conterrebbe l’equivalente di un cucchiaino di plastica (Yakovenko et al. 2025). Ad oggi non esiste alcun consenso scientifico sulla quantità media effettivamente ingerita.
Gli effetti delle microplastiche
Gli effetti delle microplastiche sull’ambiente e sulla salute umana sono ancora oggetto di studio, ma ecco alcuni effetti preoccupanti:
- Presenza nel corpo umano: sono state rinvenute particelle di plastica nei polmoni, nel sangue, nel fegato e persino nel cervello (Nihart et al. 2025, Leslie et al. 2022).
- Rischi cardiovascolari: uno studio ha dimostrato che le persone con microplastiche nelle arterie principali presentavano un rischio 4,5 volte maggiore di subire un infarto o un ictus (Marfella 2024).
- Effetti sulla riproduzione: Le nanoplastiche possono penetrare nel circolo sanguigno e raggiungere organi vitali, compreso l’apparato riproduttivo (Doroftei et al. 2025).
- Infiammazione e tossicità: le microplastiche possono fungere da vettori di sostanze chimiche, quali gli ftalati e il bisfenolo A (BPA), che possono alterare il sistema endocrino (Kovacs et al. 2025).
Le microplastiche si ritrovano anche negli animali. Infatti, alcune analisi condotte da Greenpeace Svizzera nel 2025 hanno rivelato la presenza di microplastiche negli escrementi dei mammiferi selvatici in Svizzera.
Cosa prevede la legislazione svizzera?
Nell’ottobre 2025, la Svizzera ha allineato la propria normativa alle restrizioni introdotte nell’Unione europea attraverso la revisione dell’Ordinanza sulla riduzione dei rischi legati alle sostanze chimiche (ORRChim). L’immissione sul mercato di preparati contenenti microplastiche è ora vietata in determinati ambiti di applicazione, in particolare per i cosmetici e i detergenti.
Laddove esistano già alternative, il divieto si applica immediatamente, ad esempio per i glitter di plastica sfusi e alcune microplastiche utilizzate come abrasivi nei cosmetici. Per gli impieghi in cui la sostituzione risulta più complessa, sono previsti periodi transitori che possono protrarsi fino al 2035, al fine di consentire ai produttori di sviluppare alternative (Consiglio federale, 2025).
Tale normativa si limita tuttavia alle microplastiche aggiunte intenzionalmente ai prodotti. Le particelle prodotte involontariamente dall’usura di pneumatici, tessuti o altri oggetti non rientrano in tale divieto.
Buone pratiche:
Sebbene sia difficile eliminare completamente l’esposizione alle microplastiche, esistono alcune misure che consentono di ridurla:
- Bere acqua filtrata anziché acqua in bottiglia e utilizzare una borraccia quando si è fuori casa.
- Preferire il tè sfuso (o le bustine di carta) anziché quelle di plastica (trovate i negozi di prodotti sfusi più vicini a voi sulla nostra Mappa degli indirizzi Zero Rifiuti).
- Limitare il consumo di alimenti confezionati in plastica e privilegiare il vetro o l’acciaio inossidabile per la conservazione e la cottura (per saperne di più: Earth Action 2026).
- Non riscaldare gli alimenti in contenitori di plastica.
- Arieggiare regolarmente la propria abitazione per limitare l’accumulo di microplastiche sospese nell’aria.
- Privilegiare gli indumenti in fibre naturali come il cotone o la lana.
- Scegliere cosmetici naturali o fatti in casa e privilegiare i prodotti di trucco privi di microplastiche: a partire dal 2031, i rossetti, gli smalti per unghie e i prodotti di trucco interessati dovranno recare un’indicazione che segnali l’eventuale presenza di microplastiche.
L’agenzia belga per la sanità pubblica mette a disposizione una pagina informativa che illustra numerose buone pratiche da adottare (in francese): Giorno dopo giorno, riduciamo le microplastiche | SPF Sanità pubblica
Conclusione
Invisibili a occhio nudo, le microplastiche sono tuttavia presenti ovunque: nell’aria, nell’acqua, nel suolo, negli alimenti e persino nel nostro organismo, senza che ne comprendiamo appieno la portata. Sebbene la ricerca stia progredendo rapidamente, permangono numerose incertezze riguardo alla portata della nostra esposizione e agli effetti a lungo termine sulla salute umana. Di fronte a tali incertezze, adottare alcune semplici misure per limitare l’uso della plastica nella vita quotidiana consente di ridurre le fonti evitabili di microplastiche. Oltre ai potenziali benefici per la salute, queste scelte contribuiscono anche a ridurre l’inquinamento da plastica nel nostro ambiente.
Per approfondire:
National Geographic. (2025). Quanto sono dannose le microplastiche per la nostra salute? https://www.nationalgeographic.fr/environnement/sante-humaine-environnement-a-quel-point-les-microplastiques-sont-ils-nocifs-pour-notre-sante
RTS. (2021). Microplastiche: quali rischi per la salute? https://www.rts.ch/play/tv/36-9/video/microplastiques–quels-dangers-pour-la-sante-?urn=urn:rts:video:12203964
RTS. (2025). Microplastiche nella bocca a causa delle gomme da masticare, ma nulla di allarmante. https://www.rts.ch/info/sante/2025/article/des-microplastiques-dans-la-bouche-a-cause-des-chewing-gums-mais-rien-d-alarmant-28834186.html
RTS. (2026). Si ingeriscono microplastiche bevendo il tè preparato con bustine? https://www.rts.ch/emissions/abe/2026/video/avale-t-on-des-microplastiques-en-buvant-du-the-infuse-en-sachet-29305462.html
RTS. (2026). Microplastiche nei terricci universali. https://www.rts.ch/emissions/abe/2026/media-article/microplastiques-dans-les-terreaux-5-produits-sur-6-en-contiennent-29239821.html
RTS (2026). Greenpeace lancia l’allarme sulla presenza di microplastiche nei biberon. https://www.rts.ch/info/sante/2026/article/microplastiques-dans-les-gourdes-pour-bebes-greenpeace-alerte-nestle-29257212.html
Sciences et Avenir. (2025). Le microplastiche alterano l’equilibrio dei nostri microbiomi: https://www.sciencesetavenir.fr/sante/les-microplastiques-bouleversent-l-equilibre-de-nos-microbiotes_188664
Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo. (2024). Nascosti sotto i nostri occhi: dieci cose che non sapevate contenessero plastica. https://stories.undp.org/caches-sous-nos-yeux
Fonti:
Accademia Medica Montaigne. (2025). Microplastiche, impatto sulla salute e misure di protezione. https://ac-med-montaigne.fr/microplastiques-impact-sante-et-protection/
Consiglio federale. (2025). Revisione da parte del Consiglio federale delle ordinanze relative alle sostanze chimiche, ai siti contaminati, alla protezione dell’aria e dei biotopi e ai rifiuti. https://www.admin.ch/fr/newnsb/YEYResdD0NwdQHu9NwtT6
Earth Action. (2026). Dalla confezione al piatto: una valutazione globale della migrazione di micro e nanoplastiche dagli imballaggi alimentari agli alimenti. https://www.e-a.earth/research/from-pack-to-plate/
Greenpeace Svizzera. (2025). Oh cavolo, microplastica! https://www.greenpeace.ch/fr/publication/120588/crotte-du-microplastique/
National Institutes of Health. (2024). Particelle di plastica nell’acqua in bottiglia. https://www.nih.gov/news-events/nih-research-matters/plastic-particles-bottled-water
UFAM. (2020). La plastica nell’ambiente in Svizzera. https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/61314.pdf
UFAM. (2025a). Le materie plastiche nell’ambiente. https://www.bafu.admin.ch/fr/les-plastiques-dans-lenvironnement
UFAM. (2025b). Relazione illustrativa relativa alla modifica dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi legati alle sostanze chimiche (ORRChim, RS 814.81). https://cms.news.admin.ch/fileservice/sdweb-docs-prod-nsbcch-files/files/2025/10/28/bf8037de-8003-4869-88cd-e04f61a62d35.pdf
RTS. (2025). Secondo uno studio, l’aria interna contiene 100 volte più microplastiche di quanto stimato. https://www.rts.ch/info/sante/2025/article/microplastiques-dans-l-air-68-000-particules-inhalees-par-jour-alerte-une-etude-28957178.html
WWF Australia. (2019). È emerso che l’ingestione di plastica da parte delle persone potrebbe equivalere a una carta di credito alla settimana. https://wwf.org.au/news/2019/revealed-plastic-ingestion-by-people-could-be-equating-to-a-credit-card-a-week/
Dorofnei et al. (2025). Microplastiche e fertilità umana: una rassegna completa della loro presenza nei campioni umani e delle implicazioni sulla riproduzione. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0147651325012849
Kovacs et al. (2025). Microplastiche, interferenti endocrini e stress ossidativo: meccanismi e implicazioni per la salute. Microplastiche, interferenti endocrini e stress ossidativo: meccanismi e implicazioni per la salute
Leslie et al. (2022). Individuazione e quantificazione dell’inquinamento da particelle di plastica nel sangue umano. Individuazione e quantificazione dell’inquinamento da particelle di plastica nel sangue umano – ScienceDirect
Marfella et al. (2024). Microplastiche e nanoplastiche negli ateromi e negli eventi cardiovascolari. Microplastiche e nanoplastiche negli ateromi e negli eventi cardiovascolari | New England Journal of Medicine
Nihart, A.J., Garcia, M.A., El Hayek, E. et al. (2025). Bioaccumulo di microplastiche nei cervelli umani post mortem. https://doi.org/10.1038/s41591-024-03453-1
Yakovenko et al. (2025) Esposizione umana alle microplastiche PM10 presenti nell’aria interna. https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371%2Fjournal.pone.0328011