Lo spreco alimentare

Lo spreco alimentare in Svizzera e nel mondo  

Per spreco alimentare, o food waste, si intendono tutti gli alimenti prodotti che non vengono consumati (UNEP, 2025b). Secondo un rapporto dell’UNEP (2024a), «nel 2022 nel mondo sono stati sprecati più di un miliardo di pasti al giorno».  

Lo spreco alimentare comporta numerose sfide a livello ambientale, economico e sociale. Dal punto di vista ambientale, provoca il prelievo e l’utilizzo inutile di risorse naturali, quali i terreni agricoli e l’acqua (MTES, 2025, 10 novembre). Lo spreco alimentare è inoltre responsabile dell’8-10% delle emissioni globali di gas a effetto serra (GES) e contribuisce alla perdita di biodiversità causata in particolare dalla distruzione degli habitat dovuta all’agricoltura intensiva. Tra gli alimenti che hanno il maggiore impatto sull’ambiente figurano, ad esempio, il cacao, il caffè e la carne bovina, a causa delle risorse necessarie alla loro produzione e al loro trasporto. Frutta e verdura hanno un’impronta ambientale più ridotta. Tuttavia, lo spreco di questo tipo di alimenti comporta ripercussioni significative sull’ambiente a causa delle notevoli quantità gettate via (UFAM, 2025b). Le perdite alimentari hanno un impatto anche sul piano economico, generando costi elevati a livello mondiale, stimati in 1’000 miliardi di dollari. Questi comprendono la perdita cumulativa di tutte le risorse investite – acqua, energia, manodopera, trasporto, imballaggio – per produrre, trasformare e distribuire alimenti che non saranno mai consumati (UNEP, 2024a; UNEP, 2024b). Infine, sul piano sociale, questa problematica si inserisce in un contesto di insicurezza alimentare che riguarda un terzo della popolazione mondiale (UNEP, 2024a).  

I principali responsabili dello spreco alimentare sono le famiglie (UNEP, 2024b). In Svizzera, le famiglie «sprecano in media quasi 90 kg di cibo a persona all’anno» (Schöni & Ammann, 2025), il che corrisponde a circa il 35% delle perdite alimentari. All’impatto delle famiglie seguono, in ordine decrescente, il settore della trasformazione (29%), l’agricoltura (14%), la ristorazione (13%) e il commercio all’ingrosso e al dettaglio (9%) (UFAM, 2025b). Nel 2024, le perdite alimentari generate in Svizzera e all’estero ammontavano a «310 kg pro capite all’anno», ovvero il 5% in meno rispetto al 2017 (UFAM, 2025b). Si osserva quindi un leggero miglioramento.

Piano d’azione del Consiglio federale  

Il Consiglio federale si impegna nella lotta contro lo spreco alimentare a livello nazionale. Il piano d’azione, adottato nel 2022, mira a dimezzare le perdite alimentari tra il 2017 e il 2030. A tal fine, il Consiglio federale ha stipulato un accordo con diversi attori del settore alimentare, quali aziende e organizzazioni (UFAM, 2025a, 14 ottobre). Nel 2025 la Scuola universitaria professionale di Zurigo (ZHAW) ha effettuato una valutazione intermedia di questo piano, dalla quale emerge che la Svizzera è in forte ritardo. L’obiettivo intermedio era una riduzione delle perdite del 25% entro il 2025, mentre attualmente si attesta intorno al 5% (Beretta et al., 2025).  

Nel 2026 il Consiglio federale dovrà definire le misure della seconda fase del piano d’azione per raggiungere, per quanto possibile, l’obiettivo di riduzione dello spreco alimentare entro il 2030, in particolare rafforzando la sensibilizzazione delle famiglie e il monitoraggio dei dati (UFAM, 2025a, 14 ottobre). 

L’azione individuale  

A livello delle famiglie, il potenziale di miglioramento è enorme, grazie a un effetto moltiplicatore. Se ogni individuo riducesse di qualche punto percentuale lo spreco alimentare, il risultato complessivo potrebbe essere significativo. Dietro alla riduzione dello spreco alimentare si nasconde anche un vantaggio economico:

Le promozioni della grande distribuzione inducono le persone ad acquistare prodotti alimentari di cui non hanno realmente bisogno. Di conseguenza, tali riduzioni di prezzo inducono inconsciamente le famiglie ad acquistare quantità di cibo superiori al loro consumo abituale.  

Secondo Schöni & Ammann (2025), lo spreco alimentare può essere ridotto attraverso l’attuazione di diverse misure a livello individuale, quali la pianificazione dei menù, l’utilizzo degli avanzi per i pasti e la preparazione di una lista della spesa, tenendo conto del numero di pasti settimanali e acquistando solo ciò di cui si ha realmente bisogno. Un’altra soluzione per ridurre lo spreco alimentare nelle famiglie riguarda la conservazione degli alimenti. Questi ultimi devono essere conservati correttamente per limitarne il deterioramento. Le persone devono inoltre imparare a valorizzare gli scarti commestibili, come bucce, foglie e radici delle verdure, che spesso finiscono direttamente nella spazzatura (Schöni & Ammann, 2025).  

Anche i comportamenti di acquisto dei consumatori incidono sullo spreco alimentare. Secondo Xiao, Jiang e Cao (2023), il rifiuto da parte dei consumatori di frutta e verdura il cui aspetto non corrisponde agli standard estetici contribuisce allo spreco alimentare. Questo pregiudizio estetico deve quindi essere combattuto al fine di limitare le perdite alimentari. Attualmente, in Svizzera, alcuni dei principali attori della grande distribuzione stanno iniziando a sviluppare strategie per contrastare questa tendenza. Ad esempio, nel 2026 Migros ha lanciato l’iniziativa “Save Food”, promuovendo frutta e verdura svizzera di forme e dimensioni irregolari al fine di combattere lo spreco alimentare (Migros, 2026, 9 febbraio). Nel 2025, Coop ha lanciato un’iniziativa simile con il marchio “Nice to Save Food” per proporre alimenti realizzati con sottoprodotti che in precedenza non venivano utilizzati (Coop, 2025, 28 febbraio). 

Tuttavia, come sottolinea la Federazione romanda dei consumatori (FRC, 2023), nonostante queste iniziative, la valorizzazione di frutta e verdura «brutta» rimane ancora marginale nella distribuzione. Le abitudini di consumo e gli attuali canoni estetici continuano a limitarne la presenza sugli scaffali, rendendo la lotta contro lo spreco alimentare una battaglia difficile. Sono quindi necessari ulteriori sforzi, sia a livello di sensibilizzazione dei consumatori che della distribuzione, per massimizzare l’impatto di queste iniziative.

In Francia, iniziative come quella riportata da 20 Minutes (2023) promuovono la vendita di frutta e verdura «brutta», spesso di stagione, a prezzi ridotti e senza imballaggio, sotto forma di cesti. Questo approccio consente non solo di ridurre lo spreco alimentare, ma anche di limitare l’uso di imballaggi, diminuendo così la produzione di rifiuti e il relativo impatto ambientale. Questo tipo di iniziativa illustra il principio Zero Rifiuti, che mira a ridurre al minimo i rifiuti in tutte le fasi della produzione e del consumo. La sua adozione in Svizzera potrebbe contribuire a sensibilizzare le famiglie e a promuovere un consumo più sostenibile.

Di conseguenza, le famiglie hanno un ruolo importante da svolgere nella riduzione dello spreco alimentare, in particolare adottando nuove abitudini quotidiane, valorizzando gli scarti commestibili e modificando i propri comportamenti e le proprie scelte di acquisto, orientando le proprie decisioni in modo da evitare i pregiudizi estetici legati all’aspetto dei prodotti. 

Conclusione 

Lo spreco alimentare rappresenta una sfida fondamentale dal punto di vista ambientale, economico e sociale, sia in Svizzera che nel resto del mondo. Nonostante le politiche pubbliche e il piano d’azione nazionale, i risultati rimangono insufficienti per raggiungere gli obiettivi di riduzione fissati per il 2030. A livello delle famiglie, azioni semplici come pianificare i pasti, conservare correttamente gli alimenti e valorizzare gli avanzi possono avere un impatto significativo. È quindi essenziale un coordinamento delle azioni delle autorità pubbliche, delle imprese e dei consumatori al fine di ridurre gli sprechi alimentari e le loro conseguenze ambientali, sociali ed economiche. 

Riferimenti 

Beretta, C., et al. (2025). Monitoraggio delle perdite alimentari in Svizzera: rapporto intermedio 2025. ZHAW Wädenswil. 

Coop. (28 febbraio 2025). Coop lancia un nuovo marchio proprio per prodotti provenienti da flussi secondari. Coop.ch. https://www.coop.ch/fr/entreprise/medias/communiques-de-presse/2025/coop-lance-une-nouvelle-marque-propre-pour-des-produits-issus-de-flux-secondaires.html

Federazione romanda dei consumatori (FRC). (2023). Una battaglia persa in partenza. FRC. https://www.frc.ch/bataille-perdue-davance

Michaela Schöni e Ammann, J. (2025). Una guida per ridurre gli sprechi nelle famiglie. Agroscope. https://www.agroscope.admin.ch/agroscope/fr/home/actualite/newsroom/2025/10-14_leitfaden-lebensmittelverluste.html

Migros. (9 febbraio 2026). Migros lancia «Save Food»: contro lo spreco alimentare di frutta e verdura svizzera. Corporate.migros.ch. https://corporate.migros.ch/fr/news/migros-lance-save-food-contre-le-gaspillage-alimentaire-pour-les-fruits-et-legumes-suisses

Ministero della Transizione ecologica e della Coesione territoriale [MTES]. (10 novembre 2025). Spreco alimentare. https://www.ecologie.gouv.fr/politiques-publiques/gaspillage-alimentaire  

Ufficio federale dell’ambiente [UFAM]. (2024). L’ambiente: Alimentazione – Come evitare gli sprechi (Mag. 4/2024) [PDF]. https://www.bafu.admin.ch/dam/…/magazin-2024-4.pdf   

Ufficio federale dell’ambiente [UFAM]. (2025a, 14 ottobre). Piano d’azione contro lo spreco alimentare: il consigliere federale Albert Rösti incontra i rappresentanti dell’industria alimentare. https://www.bafu.admin.ch/fr/newnsb/2cgDBxZVE7GVyuIu-gy1B  

Ufficio federale dell’ambiente [UFAM]. (2025b). Sprechi alimentari. https://www.bafu.admin.ch/fr/pertes-alimentaires  

Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente [UNEP]. (2024a). Rapporto delle Nazioni Unite sull’indice dello spreco alimentare: il mondo spreca più di un miliardo di pasti al giorno. https://www.unep.org/fr/actualites-et-recits/communique-de-presse/rapport-de-lonu-sur-lindice-de-gaspillage-alimentaire-le  

Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente [UNEP]. (2024b). Rapporto delle Nazioni Unite sull’indice dello spreco alimentare 2024: messaggi chiave. https://wedocs.unep.org/items/ca5ae07a-826c-42bb-b148-3bc4e08deab7  

Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente [UNEP]. (2024c). Rapporto 2024 sull’indice dello spreco alimentare. https://www.unep.org/fr/resources/publications/rapport-2024-sur-lindice-de-gaspillage-alimentaire  

Xiao, Jiang & Cao. (2023). La bellezza nell’imperfezione: come gli indizi di naturalezza influenzano le preferenze dei consumatori per i prodotti orti-frutticoli dall’aspetto imperfetto e riducono lo spreco alimentare. https://www.frontiersin.org/journals/sustainable-food-systems/articles/10.3389/fsufs.2023.1313814/

20 Minutes. (2023). Vengono valorizzati frutta e verdura “non belle”. 20 Minutes. https://www.20min.ch/fr/story/des-fruits-et-des-legumes-pas-jolis-sont-mis-en-avant-431543171426

Per approfondire

Foodwaste.ch. (s.d.). Qual è la durata di conservazione degli alimenti? https://foodwaste.ch/fr/infos/verifie-la-duree-de-conservation/ 

Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente [UNEP]. (2024c). Rapporto 2024 sull’indice dello spreco alimentare. https://www.unep.org/fr/resources/publications/rapport-2024-sur-lindice-de-gaspillage-alimentaire 

Per ulteriori informazioni sulla conservazione e il consumo di ciascun tipo di alimento, si prega di consultare l’articolo di Schöni & Ammann (2025). 

Il «diario dei rifiuti alimentari» costituisce uno strumento che consente di quantificare i rifiuti prodotti a livello individuale all’interno delle famiglie. Per conoscerne le modalità d’uso, è possibile fare riferimento all’articolo di Schöni e Ammann (2025). 

ZeroWaste Switzerland. Guida: Come evitare lo spreco alimentare. https://zerowasteswitzerland.ch/nos-outils/guides/guide-stop-foodwaste/